Come funziona il calcolo
Per ogni prestazione il compenso è il prodotto di quattro fattori: CP = V × P × G × Q.
- V: costo delle singole categorie componenti l'opera (per l'esistente, l'importo complessivo delle opere).
- P: parametro base, P = 0,03 + 10 / V0,4. Si riduce al crescere dell'importo.
- G: grado di complessità della destinazione funzionale (Tavola Z-1), da 0,65 a 1,55 per l'edilizia.
- Q: incidenza della singola prestazione (Tavola Z-2).
Per importi inferiori a 25.000 euro il parametro P non può superare quello corrispondente a 25.000 euro. Per le prestazioni a scaglioni (contabilità dei lavori) il parametro P si ricalcola per ciascuno scaglione.
Al compenso si aggiungono spese e oneri accessori, in misura forfettaria: fino al 25% per opere fino a 1 milione di euro, decrescente fino al 10% per opere da 25 milioni in su.
Gradi di complessità per l'edilizia
- 0,65: edifici rurali e artigianali semplici, pertinenze e autorimesse, verde e arredo urbano semplici.
- 0,95: residenziale corrente, scuole, uffici e caserme correnti, manutenzione straordinaria e ristrutturazione dell'esistente.
- 1,15 – 1,20: residenziale pregiato, alberghi, ospedali, teatri, sedi istituzionali, edifici storici non vincolati.
- 1,55: interventi su edifici di interesse storico-artistico soggetti a tutela.
Nota sui valori
Per la contabilità dei lavori a misura (QcI.09) in edilizia e strutture, la Gazzetta Ufficiale riporta sull'eccedenza il valore 0,012: il calcolatore applica 0,12, in coerenza con lo schema della tabella (eccedenza pari al doppio del primo scaglione) e con gli strumenti di calcolo usati nelle gare pubbliche.
Fonte
Decreto del Ministro della Giustizia 17 giugno 2016, Tavole Z-1 e Z-2 (Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 174 del 27 luglio 2016), richiamato dall'Allegato I.13 al D.Lgs. 36/2023.